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CreSud stories / 2 (A chi presta CreSud?)

sandinoUna tra le operazioni di prestito che ricordiamo con più piacere è quella alla Union Cooperativa Chontal, in Nicaragua. La Uca è una piccola cooperativa di allevatori costituita con l’obbiettivo di acquistare e mettere all’ingrasso vacche da carne su terreni che il governo sandinista aveva espropriato ai latifondisti. Ci aveva presentato a Uca Chontal Mani Tese, in particolare Stefano Mastrogiacomi, macchinista ferroviere, volontario della ong italiana con il pallino dell’investimento sociale. Vedeva giustamente l’utilità di appoggiare la Uca non con operazioni di beneficienza, ma con un prestito, costruendo così un circuito virtuoso di economia sostenibile. Per le quasi cento famiglie associate si trattava avviare cicli di lavorazione che le strappassero a una situazione di mera sussistenza. Alla Uca abbiamo prestato per tre volte 80.000 dollari, sempre restituiti nei 12 mesi previsti. Dopo i tre cicli di lavorazione la Uca è diventata autosufficiente: aveva cioè messo da parte la finanza necessaria a attivare il ciclo successivo. Ben fatto direi. Erano i primi anni del nuovo secolo, e la Uca si trovava sotto l’attacco, anche armato, dei precedenti proprietari dei latifondi che, utilizzando le bande armate della ‘Contra’ sostenute da governi di destra, cercavano di strappare le terre agli allevatori. E non ci sono riusciti.

CreSud stories / 1 (A chi presta CreSud?)

ferrocarril_central_andino_peruUna delle Microfinance Institutions più importanti del Perù è il sistema IDESI-Proempresa, costituito a partire dalla fine degli anni ottanta da Susana Pinilla. Cresciuta nell’alveo di una famiglia ricca a Lima, Susana ci ha raccontato: “Trascorrevo le mie vacanze estive al villaggio sulle Ande da cui proveniva una cameriera al nostro servizio. La mia famiglia cercava di impedirmelo: non è lì che si immagina crescano le brave ragazze borghesi. Ma per me era una passione, le vacanze lassù erano il mio spazio di libertà. E poi adoravo viaggiare per tutto il paese, sempre in treno. Quando mi sono laureata in antropologia con una tesi sul villaggio, ho pensato: voglio fare qualcosa per aiutare i miei amici. E ho chiesto loro: di cosa avete bisogno? Mi sono stupita della risposta: abbiamo bisogno di credito bancario, prestiti per le nostre attività.” Il primo prestito di CreSud fu una tranche di 200.000 dollari a Proempresa. Alla restituzione, abbiamo erogato un secondo prestito di 500.000 dollari, a tre anni. In totale siamo arrivati a quattro cicli di finanziamento fino all’ultimo rimborso qualche anno fa, quando Propempresa, ingranditasi fino a servire quasi 40.000 microimprenditori in tutto il Perù, ci ha comunicato di non avere più bisogno di noi: è ormai talmente solida da accedere a finanziamenti del sistema bancario locale. Evoluzione, questa, comune a molte Microfinance Institutions nel mondo. Il microcredito funziona.

Un’intervista a Gloria Ruiz di Pro Mujer

In questo articolo su El Nuevo Diario si può leggere un’intervista a Gloria Ruiz di Pro Mujer, istituzione di microcredito partner di CreSud in America Latina.

Nella prima parte dell’intervista si parla dell’importanza del microcredito per valorizzare l’imprenditoria femminile, in seguito dei progetti futuri e della crescita di Pro Mujer, che già quest’anno raggiungerà 6.5000 nuove clienti, arrivando così a 58.000.

Si stanno anche sviluppando altre soluzioni tecnologiche per favorire l’inclusione finanziaria femminile, come carte prepagate o strumenti automatici di pagamento. Inoltre è stata sviluppata una partnership con Banpro per avvicinare i servizi bancari alle destinatarie e abbassare i costi delle transazioni.

La SPBD Businesswoman of the Year

Il network di associazioni di microcredito South Pacific Business Development (SPBD), partner di CreSud in Asia e Oceania, ha eletto la sua imprenditrice dell’anno, conferendo a Suva (Fiji) il sesto Businesswoman of the Year Award.

La vincitrice è Teresia Salote, di Savusavu (Fiji), che ha commentato dicendo «se io ce l’ho fatta, ce la potete fare anche voi».

Salote ha iniziato a lavorare con SPBD dal 2012, e proprio assistendo alle scorse edizioni del premio è stata ispirata dall’idea di poterlo un giorno raggiungere.

Il presidente di SPBD Greg Casagrande ha detto di essere orgoglioso di tutte le micro-imprenditrici.

Un’intervista a Francisco Moreno, direttore esecutivo di Fundación Espoir

La Red de Instituciones Financieras de Desarrollo (RFD) ha incontrato Francisco Moreno, direttore esecutivo di Fundación ESPOIR, partner di CreSud in Ecuador.

Nell’intervista si parla del metodo di lavoro della Fundacion Espoir e della reazione al forte terremoto che ha colpito l’Ecuador lo scorso aprile, e che ha causato la perdita di due uffici e un danno stimabile all’inizio di 2 milioni di dollari in crediti verso i clienti.

Successivamente, il danno è stato ridimensionato alla metà e adesso esiste un piano di recupero che permetterà di rimettersi in carreggiata in due anni e mezzo, con nuova esperienza nella gestione di queste emergenze.

Un approfondimento sulle attività del nostro partner SPBD nel Pacifico

Le banche delle Isole offrono servizi solo nelle capitali o nei grandi centri urbani e turistici, e solo ad imprese o lavoratori con stipendio regolare. Solo alle Fiji l’inclusione finanziaria è vicina alla media mondiale (60%), a Samoa siamo al 39%, nelle Isole Salomone al 26%.

In una situazione così delicata e complicata, le attività di microfinanza affrontano sfide importanti per diventare sostenibili, basti pensare ai costi necessari per raggiungere i clienti date le elevate distanze. Nelle Isole del Pacifico sono innumerevoli le iniziative fallite ad opera di governi, banche commerciali, chiese, ed organizzazioni di volontariato ed internazionali, in genere caratterizzate da spirito paternalistico e soluzioni a tavolino. Questi “fallimenti” hanno rinforzato le culture tradizionali (polinesiana e melanesiana) che confondono il prestito ed il regalo… e per una MFI che vuole essere sostenibile questo è un gravissimo problema!

Greg Casagrande, il fondatore di SPBD Microfinance, iniziò le attività in Samoa nel 2000. Dopo un periodo di apprendistato e stabilizzazione, il modello venne diffuso: nel luglio 2009 a Tonga, nel novembre 2010 a Fiji, e nell’aprile 2012 nelle Isole Salomone. Contando il necessario periodo di avvio delle attività, entro il 2017 tutte e quattro le SPBD saranno pienamente sostenibili.

Un risultato importante, anche perché le SPBD sono praticamente le uniche MFI riconosciute ed attive nell’intero Pacifico (con l’esclusione di Vanwoods alle Vanuatu), con un totale di quasi 25,000 clienti servite.

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SPDB: Isole Solomon, Samoa, Fiji, Tonga

In questo momento 6340 microimprenditori nelle isole del Pacifico sudoccidentale beneficiano di un piccolo prestito (microcredito) grazie alle risoprse finanziarie messe a disposizione da CreSud. Per la maggior parte donne, coltivano la terra, gestiscono piccole attività commerciali e laboratori artigianali.

CreSud ha stretto di recente un accordo quadro per un totale di 2 milioni e 270.000 dollari con South Pacific Business Development Foundation. SPBD è uno dei nostri più vecchi clienti/partner. Opera in quattro nazioni isolane del Pacifico (Solomon, Samoa, Tonga, Fiji), erogando microcrediti – alla date del 30 settembre scorso – a più di 23.000 persone.

Tutto cominciò nel 2000, quando Greg Casagrande, manager americano con la passione per il microcredito, dopo sei mesi di training presso la Grameen Bank del premio Nobel Muhammad Yunnus, decise di aprire operazioni a Samoa, fino ad allora non raggiunta da servizi di microfinanza.

Applicò pari pari la metodologia Grameen Bank. Si riuniscono i clienti in gruppi di sei-otto persone, e si inizia a erogare un prestito di circa cento dollari a rotazione. Il gruppo nel suo complesso si fa garante della restituzione da parte dei due microimprenditori che ricevono il prestito. La rotazione dell’intero gruppo copre tra i sei e i dieci mesi. Se tutto va liscio e le somme sono state restituite si passa a giri successivi di 200, 400, 800 dollari. A questo punto le attività dei clienti sono state rafforzate e stabilizzate, e se necessario si passa a erogare prestiti di più alta entità, individualmente, a seconda della necessità.

Questo è il loro sito, molto ben fatto, e racconta molto. Ci sono anche interviste a microimprenditori che rendono bene l’idea delle attività svolte.

Dopo Samoa (dove in quindici anni SPBD ha raggiunto il 40% delle famiglie!) Casagrande si rivolse alla piccolissima Tonga e poi a due paesi più grossi: Fiji, che a dispetto della sua vocazione turistica resta un paese con ampie sacche di povertà rurale, e Solomon Islands dove il reddito procapite non supera i 2000 dollari l’anno.

CreSud partecipa all’attività di SPBD dal 2005, quando erogammo un primo prestto di 50.000 dollari. Con 11 erogazioni successive divise tra le quattro MFI locali, abbiamo raggiunto un totale erogato di 4.110.000 dollari, in massima parte già restituiti. Nel corso del 2016 abbiamo perfezionato l’accordo che ci vede oggi creditori di 2 milioni e 270.000 dollari, che verranno come sempre restituiti in rate semestrali fino all’esaurimento nel 2020.

CreSud e Espoir

Il 16 aprile 2016 un terremoto di magnitudo 7.8 colpisce l’Ecuador, con epicentro nella provincia di Manabi, causando la morte di oltre 650 persone.

La Provincia di Manabi è il cuore delle attività di Fundacion Espoir (50%dei clienti, 30% del personale), organizzazione di microfinanza con cui collaboriamo ormai da oltre dieci anni, avendo erogato il primo prestito nel 2004, e l’ultimo, per 300.000 dollari, nel marzo 2016 solo un mese prima del terremoto.

Già dalle prime ore la situazione appariva grave: fortunatamente non si registravano perdite di vita umane tra i clienti ed il personale di Espoir, ma i danni materiali erano enormi. Ci si preoccupava per la sopravvivenza stessa di Espoir.

Da subito il personale e la dirigenza di Espoir mostrarono una capacità di reazione di grande livello. Furono immediatamente contattati i clienti, per verificare la loro situazione e portare, se possibile aiuti e beni di prima necessità. Allo stesso tempo, i finanziatori internazionali di Espoir tra cui CreSud costituirono una unità di crisi con l’obbiettivo di sostenere Espoir e i suoi clienti nei loro sforzi per riprendere le attività.

Nelle prime settimane dopo il terremoto fu steso un progetto di emergenza per aiutare Espoir a gestire correttamente questo disastro. I creditori si accordarono per una moratoria di 12 mesi sul rimborso delle rate di capitale di ogni finanziamento vigente (oltre 25 milioni di USD in totale).

Dopo circa sei mesi, i risultati già si vedono: Espoir ed i suoi clienti, nonostante i danni, hanno assorbito il colpo ed hanno iniziato il cammino per tornare alla situazione pre-terremoto. Dopo un peggioramento degli indicatori nelle primissime settimane successive al sisma (diminuzione del numero dei clienti, aumento del rischio di portafoglio) l’andamento è andato migliorando e a fine settembre Espoir ha ritrovato i suoi ottimi livelli di prestazione, ricostituendo il tessuto di relazioni creditizie con la maggior parte della clientela. Non avevamo dubbi, non per niente nel 2011 e 2012 Espoir fu al secondo posto nella classifica delle migliori 100 MFI del continente stilata dal Fondo Multilaterale di Investimento (FOMIN) del Banco Interamericano di Sviluppo (IaDB) e da MixMarket.

Fondamentale è stata la resilienza dei microimprenditori, per i quali (anzi, le quali poiché si tratta all’80% di donne) è imperativo mantenere aperta la propria attività economica informale e, di conseguenza, l’accesso al sistema microcredito. L’ottima collaborazione tra i finanziatori e tra questi e Espoir, ha creato le condizioni per un clima favorevole a per il grande impegno sul campo della dirigenza e del personale di Espoir stessa, sempre molto trasparenti nelle loro comunicazioni e decisioni.

Espoir ha saputo trasformare il terribile terremoto del 2016 in una grande occasione di crescita e di ulteriore maturazione, se possibile. L’esperienza dimostra come il sistema microcredito si dimostri fondamentale non solo come motore di sviluppo, ma anche nell’approccio alle emergenze e alle situazioni di crisi.

A partire dal 2004, abbiamo erogato ben sette finanziamenti a favore di Fundacion Espoir per un totale di 2.220.000USD. Il credito medio ai clienti di Espoir è di circa 830 usd – in totale circa 2.400 clienti sono stati serviti dal nostro sostegno finanziario.

Un nuovo partner per CreSud

A fine agosto 2016 abbiamo effettuato la missione di valutazione di Pro Mujer Peru, al termine della quale abbiamo deliberato e poi erogato un primo prestito di 300.000USD a questa filiale di Pro Mujer International, noto e apprezzato network di microfinanza nel continente latinoamericano.

Pro Mujer nasce sulla traccia di un lungo lavoro condotto in Bolivia negli anni ’80 da Lynne Patterson e Carmen Velasco. Dopo avere messo in funzione programmi educativi di empowerment e in campo sanitario, si resero conto della necessità e dell’utilità di operare sul versante del credito alla microimpresa.

Fondarono allora la ONG Pro Women, che divenne nel luglio 2005 Pro Mujer Inc., cominciando a offrire servizi di microcredito.

Pro Mujer Inc. è oggi una grande organizzazione internazionale di microfinanza la cui missione è fornire alle donne povere in America Latina il capitale necessario a rafforzare o costituire ex novo le proprie attività economiche, così da creare mezzi di sostentamento per le proprie famiglie. Pro Mujer fornisce prestiti di piccola entità e formazione allo sviluppo di impresa, senza tralasciare l’assistenza sanitaria.

L’organizzazione opera in cinque Paesi: Bolivia, Nicaragua, Peru, Messico ed Argentina. CreSud ha già lavorato con PM Argentina e PM Nicaragua erogando due prestiti rispettivamente di 200.000usd e 500.000usd. Le operazioni sono da tempo concluse con il rimborso totale delle cifre erogate, e ora iniziamo a lavorare con Pro Mujer Perù.

Quella peruviana è la più grossa tra le filiali di Pro Mujer Inc., che a livello continentale vantava alla fine del 2015 un portafoglio crediti totale di oltre 135 milioni di dollari, con 250.000 clienti ed oltre 2.000 unità di personale.

Le operazioni di Pro Mujer in Perù sono iniziate nel 1999 a Puno, al confine con la Bolivia, sul lago Titicaca.

Si sono poi diffuse in gran parte del paese. I clienti serviti oggi sono circa 35,000. Il portafoglio complessivo sfiora 25 milioni di dollari. PMP conta 300 dipendenti. Si è sviluppata utilizzando la metodologia dei banchi comunali in cui i clienti creano delle associazioni informali di 10-20 persone, in genere conoscenti dello stesso quartiere, che decidono se e quanto microcredito accordare a ciascun membro; ogni banco comunale riceve così un finanziamento dalla MFI e lo gestisce al suo interno. La garanzia dei membri del banco comunale è solidale, e gli altri membri si impegnano a ripianare eventuali ritardi e mancanze nei pagamenti delle rate.

Nel corso degli ultimi quattro anni Pro Mujer Peru ha attraversato un percorso di ridefinizione delle proprie attività. Alla metodologia del banco comunale si è aggiunta quella del credito individuale. Parte della clientela comincia a utilizzare un sofisticato sistema di pagamenti tramite cellulare che velocizza le operazioni e consente maggiore efficienza e risparmi di spesa all’organizzazione.

Il prestito medio di Pro Mujer Peru è di circa 500 dollari. Calcoliamo dunque che le risorse da noi messe a disposizione consentano di raggiungere con microcrediti 600 persone.

Il nostro obiettivo è far sì che queste prime operazioni di prestito sulle tre filiali di Pro Mujer aprano la strada a un accordo quadro con l’organizzazione a livello continentale.

Storie: Sofia Lauaki, Tonga (SPBD)

Dopo la storia di Ilisalote Na’a, proponiamo qui di seguito un altro contributo proveniente da Tonga del nostro partner South Pacific Business Development (SPBD).

Con la testa china e in lacrime, Sofia Lauaki spiegava: “Ricordo ancora la prima che ho cucito le mie prime tre puletahas (un tradizionale indumento tongano composto di due parti). Mi ci è voluto un mese per venderle”. Sophia le vendette poi a un buon prezzo, ma non era ancora abbastanza per i bisogni della sua famiglia. A causa della pressione finanziaria Sophia trovò la motivazione per incrementare i suoi affari, e nel 2006 ha comprato un banco al mercato locale per vendere i suoi prodotti.

A causa dell’aumento dei potenziali clienti al mercato, Sophia voleva migliorare i suoi lavori e la sua produttività. Ha aderito al programma di SPBD nel 2009 e ha utilizzato il suo primo prestito per acquistare materiali per incrementare la sua produzione. Dato che la attività di sarta andava bene, ha usato i successivi prestiti di SPBD per aggiungere altri prodotti fatti a mano come tappezzerie, orecchini, segnalibri e altri tipi di decorazioni.

I suoi nuovi prodotti la soddisfano molto, e volendo condividere i suoi risultati ha quindi insegnato ai suoi due figli come dipingere le tappezzerie e i segnalibri. “Voglio che anche i miei figli imparino quello che so fare. Dopo che vendo le mie cose, il ricavato va direttamente nei loro conti”.

Attraverso SPBD, Sophia non ha solo avuto accesso ai prestiti finanziari, ma ha anche imparato come sviluppare la sua attività attraverso il Programma di Educazione Finanziaria di SPBD. Il Programma le ha fornito un libretto finanziario, attraverso il quale poter controllare tutte le sue transazioni finanziarie. Questo libretto si è rivelato molto utile per lei: “Quando devo preparare la dichiarazione dei redditi, è utile perché posso usare le informazioni che ho registrato”.

Il programma di SPBD ha incoraggiato l’entusiasmo di Sofia e il suo know-how, e lei ha dimostrato di essere un’imprenditrice molto determinata.

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