Articoli con tag microfinanza

CreSud stories / 2 (A chi presta CreSud?)

sandinoUna tra le operazioni di prestito che ricordiamo con più piacere è quella alla Union Cooperativa Chontal, in Nicaragua. La Uca è una piccola cooperativa di allevatori costituita con l’obbiettivo di acquistare e mettere all’ingrasso vacche da carne su terreni che il governo sandinista aveva espropriato ai latifondisti. Ci aveva presentato a Uca Chontal Mani Tese, in particolare Stefano Mastrogiacomi, macchinista ferroviere, volontario della ong italiana con il pallino dell’investimento sociale. Vedeva giustamente l’utilità di appoggiare la Uca non con operazioni di beneficienza, ma con un prestito, costruendo così un circuito virtuoso di economia sostenibile. Per le quasi cento famiglie associate si trattava avviare cicli di lavorazione che le strappassero a una situazione di mera sussistenza. Alla Uca abbiamo prestato per tre volte 80.000 dollari, sempre restituiti nei 12 mesi previsti. Dopo i tre cicli di lavorazione la Uca è diventata autosufficiente: aveva cioè messo da parte la finanza necessaria a attivare il ciclo successivo. Ben fatto direi. Erano i primi anni del nuovo secolo, e la Uca si trovava sotto l’attacco, anche armato, dei precedenti proprietari dei latifondi che, utilizzando le bande armate della ‘Contra’ sostenute da governi di destra, cercavano di strappare le terre agli allevatori. E non ci sono riusciti.

EMN Annual Conference

Sito ufficiale

 

 

 

 

 

 

 

Via: Banca Etica

13th Annual Global Microfinance Forum

Sito ufficiale

Via: MicroCapital

L’inclusione finanziaria per i rifugiati

La Social Performance Task Force (SPTF) ha pubblicato un rapporto intitolato Serving Refugee Populations: The Next Financial Inclusion Frontier (pdf), allo scopo di stabilire delle linee guida per migliorare l’accesso di questo segmento della popolazione, di fatto trascurato ed escluso dai tradizionali fornitori di servizi finanziari.

Il progetto si inserisce in un più ampio lavoro della SPTF in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Altre risorse come un caso di studio sul Libano e materiali provenienti da workshop sono disponibili a questo link.

 

Via: European Microfinance Network

I numeri di Foromic 2016

CreSud ha recentemente partecipato a Foromic, in Jamaica, grande evento internazionale dedicato al microcredito.

Alcuni dati, pubblicati con una bella infografica sul loro sito, dimostrano un certo fermento nel settore. I 1217 partecipanti tra istituzioni di microfinanza, organizzazioni internazionali, enti governativi, associazioni di categoria e via dicendo, si sono potuti incontrare confrontare in numerose occasioni formali e informali lungo i tre giorni di eventi.

Sempre sul sito è anche possibile rivedere i video dei principali panel, nonché numerose foto.

Un approfondimento sulle attività del nostro partner SPBD nel Pacifico

Le banche delle Isole offrono servizi solo nelle capitali o nei grandi centri urbani e turistici, e solo ad imprese o lavoratori con stipendio regolare. Solo alle Fiji l’inclusione finanziaria è vicina alla media mondiale (60%), a Samoa siamo al 39%, nelle Isole Salomone al 26%.

In una situazione così delicata e complicata, le attività di microfinanza affrontano sfide importanti per diventare sostenibili, basti pensare ai costi necessari per raggiungere i clienti date le elevate distanze. Nelle Isole del Pacifico sono innumerevoli le iniziative fallite ad opera di governi, banche commerciali, chiese, ed organizzazioni di volontariato ed internazionali, in genere caratterizzate da spirito paternalistico e soluzioni a tavolino. Questi “fallimenti” hanno rinforzato le culture tradizionali (polinesiana e melanesiana) che confondono il prestito ed il regalo… e per una MFI che vuole essere sostenibile questo è un gravissimo problema!

Greg Casagrande, il fondatore di SPBD Microfinance, iniziò le attività in Samoa nel 2000. Dopo un periodo di apprendistato e stabilizzazione, il modello venne diffuso: nel luglio 2009 a Tonga, nel novembre 2010 a Fiji, e nell’aprile 2012 nelle Isole Salomone. Contando il necessario periodo di avvio delle attività, entro il 2017 tutte e quattro le SPBD saranno pienamente sostenibili.

Un risultato importante, anche perché le SPBD sono praticamente le uniche MFI riconosciute ed attive nell’intero Pacifico (con l’esclusione di Vanwoods alle Vanuatu), con un totale di quasi 25,000 clienti servite.

PROSEGUI LA LETTURA »

Chi ci sta?

Chi ha voglia di seguirci, in questa avventura?

CreSud è una Società per Azioni, aperta alla partecipazione dei suoi vecchi soci e di nuovi soci che vogliano aderire. Persone, associazioni, società a cui interessa il lavoro che facciamo, e che abbiano voglia di collaborare in termini economici ma non solo.

Ha cominciato a seguirci Banca Etica, con un fido e un mutuo di piccola entità. Speriamo che la collaborazione si allarghi. Ci affiancano, sopratutto, un centinaio tra persone e associazioni che sottoscrivono i nostri certificati obbligazionari.

In diciotto anni di attività abbiamo accumulato un patrimonio di esperienza che varrebbe la pena utilizzare per costruire qualcosa di più grande. Navigate nel nostro sito, date un’occhio a quel che siamo e facciamo. In Italia siamo quasi gli unici a lavorare in questo modo con il Sud del mondo. Abbiamo voglia di crescere, di trovare nuovi compagni di strada.

Andrea Berrini

E in Italia?

Oggi però anche in italia siamo a corto di risorse, Le banche prestano con fatica. Imprenditori, professionisti, artigiani non trovano accesso al credito. Purtroppo le metodologie inventate per i paesi del Sud del mondo qui non funzionano. E infatti di microcredito, in Italia, se ne fa poco: ha solo valore di testimonianza, come dice qualcuno.

Che fare, allora? Sarebbe bello poter inventare degli strumenti, dei tavoli, che sappiano mettere in contatto capitali e lavoro. Immagino più qualcosa di simile a una merchant bank, o a gruppi di investitori capaci di spendere brandelli del proprio tempo per analizzare, discutere, e magari finanziare progetti sostenibili, efficaci, capaci di creare o moltiplicare posti di lavoro e ricchezze.

Andrea Berrini

Parte 1: Ma cosa facciamo, esattamente? | Parte 2: Diritti negati e restituiti

Diritti negati e restituiti

Il piccolo coltivatore di caffè sulla serra andina alla fine delle stagioni buone ha risparmiato. Va allora allo sportello della banca più vicina, e deposita lì i suoi risparmi, che in questo modo entrano nel circuito globale.

Anche pochi Soles o pochi Bolivianos fanno partecipare quel coltivatore individuale al grande circo della finanza internazionale, con un problemino, però: che quando lo stesso coltivatore tornerà, avendo il suo conto vuoto perché la stagione non è stata propizia, per chiedere un prestito, la stessa banca gli riderà in faccia.

Il microcredito ha inventato, per vocazione e con intelligenza, delle metodologie in grado di contrastare questa ingiustizia globale. Di invertire il flusso delle risorse: non da Sud verso Nord, ma da Nord verso il Sud del mondo.

Scriveva Eduardo Galeano: con l’argento estratto dalle viscere del Cerro Potosì si potrebbe costruire un ponte tra La Paz e Madrid. Ecco ora risorse che sul quel ponte avevano nutrito le nostre economie tornano al punto di partenza.

Andrea Berrini

Parte 1: Ma cosa facciamo, esattamente? | Parte 3: E in Italia?

Ma cosa facciamo, esattamente?

Mettiamo capitali a disposizione di microimprenditori nei paesi del terzo mondo. Li mettiamo a disposizione sotto forma di prestiti: non c’è beneficenza, qui, non stiamo occupandoci degli ultimi. Stiamo semplicemente restituendo un diritto, l’acccesso al credito da parte di chi può utilizzare le piccole somme ricevute in modo proficuo: e quindi restituirle a fine giro, perché queste somme vengano utilizzate da qualcun altro.

Questo – come dicono gli economisti – circolo virtuoso ha portato in quasi vent’anni il numero degli utilizzatori di microcredito da otto milioni a più di centosessanta milioni. Funziona.

Il capitale, grande e piccolo che sia, un dovere ce l’ha, e chiaro: contribuire a creare o almeno a stabilizzare e rafforzare posti di lavoro. CreSud, che in questo momento ha poco più di tre milioni di euro nelle mani di Organizzazioni di Microcredito in America Latina e in Asia e nel Pacifico, contribuisce all’attività di quasi diecimila persone.

A loro viene restituito un diritto. A noi il gusto di essere stati dalla parte giusta. Posso dirlo? È un atto politico.

Andrea Berrini

Parte 2: Diritti negati e restituiti | Parte 3: E in Italia?

Archivio

Newsletter