Il microcredito nel Sud del mondo: storia di un successo

CreSud ha completato nel 2014 i suoi primi quindici anni di vita. Lo diciamo con soddisfazione, con orgoglio. Ci piace sapere che siamo ancora coerentemente sulla stessa strada, in piena salute: e stiamo parlando di salute finanziaria. Siamo una società finanziaria Spa, lavoriamo entro il sistema di regole previste dalle autorità bancarie italiane, e sotto la loro supervisione diretta.

Il nostro mestiere è fornire risorse finanziarie sotto forma di prestiti alle organizzazioni che fanno microcredito nei paesi del Sud del mondo. Queste organizzazioni, a loro volta solide e regolate, svolgono il loro egregio lavoro, che noi controlliamo e supervisioniamo a nostra volta. Prima di erogare un prestito svolgiamo la nostra analisi accurata, che ha il suo punto fondamentale in un lavoro di verifica in loco. Mestiere difficile, il nostro, ma che riteniamo oramai di saper fare bene: e lo dimostra, appunto, la salute dei nostri bilanci.

Sapete che i bilanci da molti anni sono consultabili su questo sito, così come approvati e registrati. In qiesto rappresentiamo purtroppo una solare eccezione nel panorama italiano: ma ci piace essere completamente trasparenti, e dimostrare che è possibile prestare risorse finanziarie alle organizzazioni di microcredito (e ai produttori di commercio equo) del Sud del mondo senza dissiparle. E dimostrare che si può farlo senza l’intervento di qualche “potere forte” che ci regali (o regali al Sud del mondo), soldi gratis: che è utile, ma non è microcredito. E’ beneficenza.

Noi non aiutiamo gli ultimi, con qualche briciola. Noi, nel nostro piccolo, modifichiamo un sistema di relazioni finanziarie inique. Restituiamo ai microimprenditori del sud del mondo il diritto di presentarsi a uno sportello bancario – microbancario – per chiedere un prestito, dimostrando la propria capacità di farlo fruttare e ripagarlo.

Il sistema microcredito globale, quello che opera nei paesi del Sud, proprio grazie alla salute dei bilanci ha saputo crescere in maniera impressionante. Se nel 1997 la platea dei beneficiari dei servizi di microfinanza nel Sud del mondo ammontava a 8 milioni, oggi si parla di quasi 150 milioni di persone. La cifra è impressionante: se immaginaniamo che dietro a ogni microimprenditore, a ogni beneficiario, ci sia una famiglia, capite quanta parte della popolazione povera del Sud del mondo migliori le proprie condizioni di vita grazie ai sistemi di microcredito. Certo, non è tutto oro quel che luccica. In alcuni paesi i microcrediti sono erogati dalle banche tradizionali (è il caso dell’India), in altri il microcredito si struttura come puro e semplice business (è il caso di qualche paese centroamericano). Noi ce ne teniamo alla larga.

Quindici anni sono passati, ora sedici. Oggi gli scenari cambiano. Sarebbe necessaria una riflessione seria sulla possibilità di fare microcredito in Italia: che però riteniamo abbia necessità di metodologie completamente diverse da quello nel Sud del mondo, di un approccio più “da investitori di rischio” che da puri e semplici “prestatori”. E poi è cambiato lo stesso Sud del mondo: molti paesi hanno vissuto un periodo di crescita travolgente, il termine stesso di Terzo Mondo resta inadeguato. Ma anche nei paesi oggi più forti, il microcredito resta un potente strumento di redistribuzione delle opportunità, di inclusione dei ceti più poveri che, paradossalmente, la semplice crescita del PIL rende ancora più poveri. Noi continuiamo a fare quello che facciamo proprio per questo: non siamo benefattori, ma pratichiamo una banale giustizia sociale, rispettando i diritti delle persone.

Questo percorso lo abbiamo compiuto assieme ai nostri soci e a coloro che sottoscrivono le nostre obbligazioni: che sono lo strumento attraverso il quale chiunque può partecipare alla nostra avventura. Denaro che viene prestato a CreSud, che genera un rendimento, e che vien puntualmente restituito al termine dei tre anni previsti.

Restate con noi. C’è ancora molto da fare.

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