Storie: Sofia Lauaki, Tonga (SPBD)

Dopo la storia di Ilisalote Na’a, proponiamo qui di seguito un altro contributo proveniente da Tonga del nostro partner South Pacific Business Development (SPBD).

Con la testa china e in lacrime, Sofia Lauaki spiegava: “Ricordo ancora la prima che ho cucito le mie prime tre puletahas (un tradizionale indumento tongano composto di due parti). Mi ci è voluto un mese per venderle”. Sophia le vendette poi a un buon prezzo, ma non era ancora abbastanza per i bisogni della sua famiglia. A causa della pressione finanziaria Sophia trovò la motivazione per incrementare i suoi affari, e nel 2006 ha comprato un banco al mercato locale per vendere i suoi prodotti.

A causa dell’aumento dei potenziali clienti al mercato, Sophia voleva migliorare i suoi lavori e la sua produttività. Ha aderito al programma di SPBD nel 2009 e ha utilizzato il suo primo prestito per acquistare materiali per incrementare la sua produzione. Dato che la attività di sarta andava bene, ha usato i successivi prestiti di SPBD per aggiungere altri prodotti fatti a mano come tappezzerie, orecchini, segnalibri e altri tipi di decorazioni.

I suoi nuovi prodotti la soddisfano molto, e volendo condividere i suoi risultati ha quindi insegnato ai suoi due figli come dipingere le tappezzerie e i segnalibri. “Voglio che anche i miei figli imparino quello che so fare. Dopo che vendo le mie cose, il ricavato va direttamente nei loro conti”.

Attraverso SPBD, Sophia non ha solo avuto accesso ai prestiti finanziari, ma ha anche imparato come sviluppare la sua attività attraverso il Programma di Educazione Finanziaria di SPBD. Il Programma le ha fornito un libretto finanziario, attraverso il quale poter controllare tutte le sue transazioni finanziarie. Questo libretto si è rivelato molto utile per lei: “Quando devo preparare la dichiarazione dei redditi, è utile perché posso usare le informazioni che ho registrato”.

Il programma di SPBD ha incoraggiato l’entusiasmo di Sofia e il suo know-how, e lei ha dimostrato di essere un’imprenditrice molto determinata.

Il libro Non con i miei soldi!, per un’educazione critica alla finanza

A ridosso dell’estate è uscito il libro Non con i miei soldi! Sussidiario per un’educazione critica alla finanza. Si può acquistare online sul sito di Altraeconomia o in libreria.

Il libro è strutturato in lezioni che seguono il cammino di un ciclo scolastico tradizionale. Nasce dalla campagna Non con i miei soldi!, realizzata da Banca Etica e Fondazione Culturale Responsabilità Etica.

Gli autori sono Andrea Baranes (presidente della Fondazio­ne Culturale Responsabilità Etica), Ugo Biggeri (presidente di Banca popolare Etica), Andrea Tracanzan (responsabile dell’Ufficio Comunicazione di Banca popolare Etica) e Claudia Vago (campagna Non con i miei soldi!). A questo link è possibile vedere un video della presentazione con gli autori, mentre qui si può leggere l’introduzione di Ugo Biggeri.

Storie: Ilisalote Na’a, Tonga (SPBD)

Riceviamo dal nostro partner South Pacific Business Development (SPBD), che opera a Samoa, Fiji, Isole Salomone, Singapore e Samoa e Tonga, una storia proveniente proprio da quest’ultimo paese e che proponiamo tradotta in italiano.

Ilisalote Na’a ha 25 anni e attraverso i prestiti di SPBD ha imparato molto sul risparmio e sulla vita. Prima di scoprire SPBD, Ilisalote e la sua famiglia potevano contare solo sulle entrate del marito, che lavora coltivando tapioca, kumara e patate dolci. Nonostante questo le entrate non erano sufficienti, e per questo erano costretti a vivere nella casa dei genitori del marito. Dato che voleva aiutare la sua famiglia, Ilisalote ha richiesto un prestito a SPBD per iniziare la sua prima attività come coltivatrice di arachidi.

Ilisalote e suo marito hanno gestito insieme la loro piccola impresa ricevendo anche un aiuto dai membri della loro famiglia. Nonostante questo, hanno avuto bisogno di ulteriore manodopera per arare i campi e raccogliere i prodotti. Usando i fondi del prestito, Ilisaote ha potuto assumere manodopera per i campi, aumentando la produttività dei campi di tre volte.

Una volta che le noccioline sono raccolte, Ilisaote può immagazinarle e poi tostarle settimanalmente, per poi venderle al mercato e da casa propria. Ora che possiede un introito regolare, può prevedere un budget per gestire meglio le spese ordinarie. La possibilità di gestire il proprio denaro le dà inoltre maggiore indipendenza. “È una grande differenza. Ora abbiamo soldi per pagare i dipendenti e un reddito maggiore”.

Mentre frequentava il programma di Educazione finanziaria di SPBD, a Ilisalote è stato mostrato come tenere una rendicontazione del flusso di cassa. Prima di allora non aveva mai tenuto traccia dei suoi guadagni e delle sue spese. Ilisalote ha spiegato che il corso è stato molto utile, “perché è importante sapere ogni settimana quanto denaro entra e quanto esce”.

Ilisalote utilizza il suo libretto finanziario per tenere traccia dei suoi profitti e regolare la sua produzione di conseguenza. Ha sviluppato diverse abilità finanziarie, come “se una settimana non realizzo nessun guadagno, devo aumentare le noccioline. Per esempio, se ho 20 sacchi al giorno devo arrivare a 50 sacchi al giorno e trovare nuovi posti per venderle (al mercato, all’emporio o nelle case).

Attraverso i prestiti di SPBD, Ilisalote riesce a integrare il reddito del marito e a offrire una vita migliore alla sua famiglia. Ilisalote spiega che suo marito è contento del successo della sua attività: “Riesce a mettere da parte dei soldi per comprare del terreno e costruire una casa”.

ESPOIR riapre l’ufficio di Portoviejo

ESPOIR, partner di CreSud in Ecuador e colpita quattro mesi fa dal terremoto, ha riaperto il suo nuovo ufficio a Portoviejo. Qui si può leggere il comunicato ufficiale dell’apertura, che riportiamo in basso tradotto in italiano.

Cari amici e colleghi,
più di 23 anni fa mio padre ha dato il via a un progetto senza precedenti nel paese, quello di fornire microcredito a donne senza accesso al credito, rivolgendosi a donne che avevano voglia di lavorare per dare un contributo alle proprie famiglie, specialmente ai figli, per migliorarne le condizioni di vita.

Questa iniziativa è partita nella provincia di Manabí, in questa città è stato aperto un primo ufficio che ha dato il via a un sogno che è diventato realtà. In breve nuove aperture hanno coperto tutta la provincia di Manabí, e da lì in altre province ancora. Un’iniziativa di successo nata nel cuore di Manabí che ha iniziato a germogliare anche nel resto del paese.

La nostra filosofia è sempre stata quella di essere combattivi nei momenti di difficoltà: donne che lavorano nonostante le difficoltà del presente che vedono un orizzonte di speranza nel domani.

Il 16 aprile [giorno del terremoto, ndt] l’Ecuador ha reagito e ci ha trasformato da indolenti a solidali, da indifferenti a proattivi, da esperti solo in un campo a esperti in tutto ciò che era necessario per alleviare il profondo dolore della tragedia… siamo tornati a essere ecuadoriani generosi e sensibili di fronte alla realtà che avevamo di fronte in questi momenti terribili.

Per noi l’impulso nato in tutto il paese quel giorno e nei giorni seguenti non era una cosa nuova. Non è diverso da quello che facciamo tutti i giorni, questo siamo: solidali, acrivi, con una grande fede in Dio e in noi stessi. Viviamo ogni giorno quello che dal 16 aprile è sembrato chiaro a tutti, cioè che la ragione della vita degli esseri umani è quella di contribuire gli uni con gli altri e non di approfittare degli altri.

La Fondazione ESPOIR continuerà ad andare avanti, nonostantela crisi delle banche, la dollarizzazione, le crisi economiche, le inondazioni, le siccità, le malattie che ogni inverno ci colpiscono.

Colleghi e collaboratori di ESPOIR a Manabí, che lavorano ogni giorno con spirito di responsabilità, che hanno perso casa, amici, familiari e che ancora si portano dentro il terrore di quella notte. I vostri colleghi delle altre province vi ringraziano a nome di tutto il paese per aver continuato a lavorare con energia lasciando da parte il dolore. Abbiamo un cuore grande che vive ogni giorno con ottimismo, che semina per il domani con speranza e fede per un futuro migliore. Continuiamo così, i nostri concittadini ne hanno bisogno, il nostro paese ne ha bisogno.

Viva la Fondazione ESPOIR!

Claudia Moreno

Oficial Nacional de Profondos Internacionales

Andrea Berrini parla di CreSud su Prima comunicazione

La rivista Prima comunicazione ha intervistato Andrea Berrini, socio fondatore e presidente di CreSud. Si è parlato della nascita della nostra società, di alcuni storici prestici come quello alla cooperativa Manduvirà in Paraguay, e delle sue principali attività attuali, che al momento vantano 130 linee di credito e un portafoglio crediti di 4 milioni di euro.

Nella seconda parte dell’intervista ci si è soffermati sulle attività editoriali di Andrea Berrini, che fanno capo alla casa editrice Metropoli d’Asia.

La storia di Banca Etica

Sul sito di Banca Etica, un’infografica ne ripercorre la sua ventennale storia in maniera interattiva.

Si può scegliere un anno di riferimento e guardare i principali eventi che ne raccontano la crescita e il consolidamento.

Per ciascuno, è possibile anche lasciare un proprio ricordo o un’immagine.

Il movimento Fair Trade Towns International

Il movimento Fair Trade Towns International è partito nel  2000 con l’iniziativa del gruppo locale Oxfam della cittadina di Garstang, in Inghilterra. L’idea era quella di dichiarare la propria città una Fair Trade Town, sulla base di cinque standard e obiettivi che la rendessero equosolidale.

Questi sono la presenza di una delibera a supporto del commercio equo, la disponibilità di prodotti equosolidali, l’effettivo uso degli stessi, la presenza di una copertura mediatica e di un gruppo guida per il monitoraggio e il mantenimento dello status di Fair Trade Town.

Da qui il movimento si è allargato, e nel tempo molte altre città hanno aderito ai princìpi espressi dalla campagna. Ad oggi, sono 1806 le Fair Trade Towns presenti in 27 paesi del Mondo.

Dalla mappa presente nella home page del sito è possibile esplorare gli stati in cui sono presenti e approfondire con il sito di riferimento per ciascuna nazione. In Italia la prima Fair Trade Town è stata Roma, presente nella lista dal 2005.

 

Chi ci sta?

Chi ha voglia di seguirci, in questa avventura?

CreSud è una Società per Azioni, aperta alla partecipazione dei suoi vecchi soci e di nuovi soci che vogliano aderire. Persone, associazioni, società a cui interessa il lavoro che facciamo, e che abbiano voglia di collaborare in termini economici ma non solo.

Ha cominciato a seguirci Banca Etica, con un fido e un mutuo di piccola entità. Speriamo che la collaborazione si allarghi. Ci affiancano, sopratutto, un centinaio tra persone e associazioni che sottoscrivono i nostri certificati obbligazionari.

In diciotto anni di attività abbiamo accumulato un patrimonio di esperienza che varrebbe la pena utilizzare per costruire qualcosa di più grande. Navigate nel nostro sito, date un’occhio a quel che siamo e facciamo. In Italia siamo quasi gli unici a lavorare in questo modo con il Sud del mondo. Abbiamo voglia di crescere, di trovare nuovi compagni di strada.

Andrea Berrini

E in Italia?

Oggi però anche in italia siamo a corto di risorse, Le banche prestano con fatica. Imprenditori, professionisti, artigiani non trovano accesso al credito. Purtroppo le metodologie inventate per i paesi del Sud del mondo qui non funzionano. E infatti di microcredito, in Italia, se ne fa poco: ha solo valore di testimonianza, come dice qualcuno.

Che fare, allora? Sarebbe bello poter inventare degli strumenti, dei tavoli, che sappiano mettere in contatto capitali e lavoro. Immagino più qualcosa di simile a una merchant bank, o a gruppi di investitori capaci di spendere brandelli del proprio tempo per analizzare, discutere, e magari finanziare progetti sostenibili, efficaci, capaci di creare o moltiplicare posti di lavoro e ricchezze.

Andrea Berrini

Parte 1: Ma cosa facciamo, esattamente? | Parte 2: Diritti negati e restituiti

Diritti negati e restituiti

Il piccolo coltivatore di caffè sulla serra andina alla fine delle stagioni buone ha risparmiato. Va allora allo sportello della banca più vicina, e deposita lì i suoi risparmi, che in questo modo entrano nel circuito globale.

Anche pochi Soles o pochi Bolivianos fanno partecipare quel coltivatore individuale al grande circo della finanza internazionale, con un problemino, però: che quando lo stesso coltivatore tornerà, avendo il suo conto vuoto perché la stagione non è stata propizia, per chiedere un prestito, la stessa banca gli riderà in faccia.

Il microcredito ha inventato, per vocazione e con intelligenza, delle metodologie in grado di contrastare questa ingiustizia globale. Di invertire il flusso delle risorse: non da Sud verso Nord, ma da Nord verso il Sud del mondo.

Scriveva Eduardo Galeano: con l’argento estratto dalle viscere del Cerro Potosì si potrebbe costruire un ponte tra La Paz e Madrid. Ecco ora risorse che sul quel ponte avevano nutrito le nostre economie tornano al punto di partenza.

Andrea Berrini

Parte 1: Ma cosa facciamo, esattamente? | Parte 3: E in Italia?

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