Il movimento Fair Trade Towns International

Il movimento Fair Trade Towns International è partito nel  2000 con l’iniziativa del gruppo locale Oxfam della cittadina di Garstang, in Inghilterra. L’idea era quella di dichiarare la propria città una Fair Trade Town, sulla base di cinque standard e obiettivi che la rendessero equosolidale.

Questi sono la presenza di una delibera a supporto del commercio equo, la disponibilità di prodotti equosolidali, l’effettivo uso degli stessi, la presenza di una copertura mediatica e di un gruppo guida per il monitoraggio e il mantenimento dello status di Fair Trade Town.

Da qui il movimento si è allargato, e nel tempo molte altre città hanno aderito ai princìpi espressi dalla campagna. Ad oggi, sono 1806 le Fair Trade Towns presenti in 27 paesi del Mondo.

Dalla mappa presente nella home page del sito è possibile esplorare gli stati in cui sono presenti e approfondire con il sito di riferimento per ciascuna nazione. In Italia la prima Fair Trade Town è stata Roma, presente nella lista dal 2005.

 

Chi ci sta?

Chi ha voglia di seguirci, in questa avventura?

CreSud è una Società per Azioni, aperta alla partecipazione dei suoi vecchi soci e di nuovi soci che vogliano aderire. Persone, associazioni, società a cui interessa il lavoro che facciamo, e che abbiano voglia di collaborare in termini economici ma non solo.

Ha cominciato a seguirci Banca Etica, con un fido e un mutuo di piccola entità. Speriamo che la collaborazione si allarghi. Ci affiancano, sopratutto, un centinaio tra persone e associazioni che sottoscrivono i nostri certificati obbligazionari.

In diciotto anni di attività abbiamo accumulato un patrimonio di esperienza che varrebbe la pena utilizzare per costruire qualcosa di più grande. Navigate nel nostro sito, date un’occhio a quel che siamo e facciamo. In Italia siamo quasi gli unici a lavorare in questo modo con il Sud del mondo. Abbiamo voglia di crescere, di trovare nuovi compagni di strada.

Andrea Berrini

E in Italia?

Oggi però anche in italia siamo a corto di risorse, Le banche prestano con fatica. Imprenditori, professionisti, artigiani non trovano accesso al credito. Purtroppo le metodologie inventate per i paesi del Sud del mondo qui non funzionano. E infatti di microcredito, in Italia, se ne fa poco: ha solo valore di testimonianza, come dice qualcuno.

Che fare, allora? Sarebbe bello poter inventare degli strumenti, dei tavoli, che sappiano mettere in contatto capitali e lavoro. Immagino più qualcosa di simile a una merchant bank, o a gruppi di investitori capaci di spendere brandelli del proprio tempo per analizzare, discutere, e magari finanziare progetti sostenibili, efficaci, capaci di creare o moltiplicare posti di lavoro e ricchezze.

Andrea Berrini

Parte 1: Ma cosa facciamo, esattamente? | Parte 2: Diritti negati e restituiti

Diritti negati e restituiti

Il piccolo coltivatore di caffè sulla serra andina alla fine delle stagioni buone ha risparmiato. Va allora allo sportello della banca più vicina, e deposita lì i suoi risparmi, che in questo modo entrano nel circuito globale.

Anche pochi Soles o pochi Bolivianos fanno partecipare quel coltivatore individuale al grande circo della finanza internazionale, con un problemino, però: che quando lo stesso coltivatore tornerà, avendo il suo conto vuoto perché la stagione non è stata propizia, per chiedere un prestito, la stessa banca gli riderà in faccia.

Il microcredito ha inventato, per vocazione e con intelligenza, delle metodologie in grado di contrastare questa ingiustizia globale. Di invertire il flusso delle risorse: non da Sud verso Nord, ma da Nord verso il Sud del mondo.

Scriveva Eduardo Galeano: con l’argento estratto dalle viscere del Cerro Potosì si potrebbe costruire un ponte tra La Paz e Madrid. Ecco ora risorse che sul quel ponte avevano nutrito le nostre economie tornano al punto di partenza.

Andrea Berrini

Parte 1: Ma cosa facciamo, esattamente? | Parte 3: E in Italia?

Ma cosa facciamo, esattamente?

Mettiamo capitali a disposizione di microimprenditori nei paesi del terzo mondo. Li mettiamo a disposizione sotto forma di prestiti: non c’è beneficenza, qui, non stiamo occupandoci degli ultimi. Stiamo semplicemente restituendo un diritto, l’acccesso al credito da parte di chi può utilizzare le piccole somme ricevute in modo proficuo: e quindi restituirle a fine giro, perché queste somme vengano utilizzate da qualcun altro.

Questo – come dicono gli economisti – circolo virtuoso ha portato in quasi vent’anni il numero degli utilizzatori di microcredito da otto milioni a più di centosessanta milioni. Funziona.

Il capitale, grande e piccolo che sia, un dovere ce l’ha, e chiaro: contribuire a creare o almeno a stabilizzare e rafforzare posti di lavoro. CreSud, che in questo momento ha poco più di tre milioni di euro nelle mani di Organizzazioni di Microcredito in America Latina e in Asia e nel Pacifico, contribuisce all’attività di quasi diecimila persone.

A loro viene restituito un diritto. A noi il gusto di essere stati dalla parte giusta. Posso dirlo? È un atto politico.

Andrea Berrini

Parte 2: Diritti negati e restituiti | Parte 3: E in Italia?

Il bilancio di Banca Etica

Banca Etica ha pubblicato sul suo sito il progetto di bilancio del 2015, con i principali risultati dell’esercizio che evidenziano la crescita e la stabilità della banca. Da notare la crescita del clienti risparmiatori, ora 45.000 (+13% rispetto al 2014).

Da leggere anche le pagine dedicate al Bilancio Sociale, con una serie di informazioni generali sulla banca e tutte le sue attività e degli indicatori che mostrano l’impegno per favorire la finanza etica.

Si può consultare anche utilizzando i pulsanti in fondo alla pagina, che permettono approfondimenti relativi a ciascun stakeholder.

Fundación ESPOIR colpita dal terremoto in Ecuador

La lettera di Fundación ESPOIR, partner di CreSud in Ecuador, ai suoi finanziatori dopo il forte terremoto del 16 aprile 2016.

Non ci sono state vittime né tra i dipendenti né tra i clienti di ESPOIR, ma la fondazione ha perso due uffici per il crollo di altrettanti edifici.

Estimados financiadores:

Muchas gracias por su preocupación y solidaridad expresada en estos duros momentos que estamos pasando los ecuatorianos.

Les comunico que ninguno de nuestros funcionarios y sus familias directas han sufrido daños en su salud; dos funcionarios dela oficina de Portoviejo sufrieron daños parciales en sus viviendas y dos de nuestro punto de atención de Pedernales perdieron sus viviendas; algunos tienen familiares o amigos desaparecidos y fallecidos. En cuanto a nuestros clientes y sus familiares de los cantones más afectados (Portoviejo, Pedernales y Manta) aún no conocemos su situación. En muchos Cantones de Manabí hay ciudades o zonas que aún no cuentan con servicios de energía eléctrica, agua potable y comunicación telefónica; hay otras zonas aisladas o con mucha dificultad para acceder a ellas.

 

Esta calamidad que vive el pueblo ecuatoriano constituye un fuerte golpe para la fundación, sin embargo contamos con la fortaleza de nuestro personal, lo que nos permitirá salir adelante poco a poco; para lograrlo requerimos además de su apoyo solidario, por lo que gustaría conocer sus iniciativas de cómo van a apoyarnos para que ESPOIR siga atendiendo a las microempresarias pobres de Ecuador, en la misma o mejor forma en que ha venido haciéndolo en los últimos 14 años.

Atentamente.-

Francisco Moreno/Director Ejecutivo
Claudia Moreno/Procuración de Fondos
Fundación ESPOIR

Maria Cavalcanti di Pro Mujer intervistata dalla Cnn

La presidente di Pro Mujer Maria Cavalcanti, uno dei partner di CreSud in America Latina, è stata intervistata dal programma GloboEconomía della Cnn per parlare di microcredito.

Partendo dalle critiche che il microcredito spesso riceve, Maria Cavalcanti invita a considerare che come tutti i fenomeni nuovi e in crescita c’è stata un’attenzione iniziale più focalizzata sulla quantità dei prestiti che sulla qualità, come se il microcredito fosse la panacea di tutti i mali.

Un altro tema trattato riguarda l’evoluzione del microcredito, nel quale si inserisce anche la differenziazione degli strumenti finanziari che più in generale la microfinanza già prevede e prevederà sempre di più quando crescerà la loro domanda, come assicurazioni, libretti di risparmio, prestiti per i giovani, tecnologie mobili per i pagamenti.

L’inclusione finanziaria a Samoa

Sul sito dell’Alliance for Financial Inclusion viene proposto qualche dato generale sull’inclusione finanziaria a Samoa, raccolto in collaborazione con la Central Bank of Samoa e il Pacific Financial Inclusion Programme.

Un primo punto che emerge è la maggiore presenza di donne che godono di una qualche forma di inclusione finanziaria, che sia attraverso un conto corrente bancario tradizionale o con strumenti alternativi. Rispetto agli uomini, la percentuale è del 40% contro il 38%.

Ancora, esistono maggiori barriere all’ingresso nelle aree rurali rispetto a quelle urbane, così come un basso utilizzo degli strumenti di pagamento attraverso tecnologia cellulare. Un altro dato mette in relazione l’aumentare delle rimesse con la maggiore facilità di avere conti correnti bancari.

Come prospettive di crescita, lo studio individua proprio lo sviluppo dei servizi finanziari su tecnologia mobile come uno dei fattori, così come il cercare di legare le rimesse degli emigrati a prodotti di risparmio e il tentativo di includere le fasce più giovani della popolazione, attualmente tra le più escluse.

La maggiore istituzione di microcredito è SPBD Samoa, partner di CreSud.

Un appello per SPBD Microfinance

Pubblichiamo l’appello di MicroDreams, che opera attraverso SPBD Microfinance, storico partner di CreSud, nelle isole Fiji, una zona recentemente colpita dal ciclone tropicale Winston. Altre immagini e testimonianze in aggiornamento sono nelle rispettive pagine Facebook. Il link per le donazioni è a questo indirizzo.

Dear MicroDreams Family:

On Saturday, February 20th, tragedy struck Fiji as Tropical Cyclone/Hurricane Winston, the most powerful cyclone to hit the Southern Hemisphere, devastated the country. This storm ripped through Fiji causing at least 42 deaths, flattening villages and leaving debris in place of homes, and destroying crops and livelihoods in just hours. An estimated 35,000 people remain in 400 evacuation centers.

As the largest microfinance institution in the country, SPBD Fiji is in a unique position to help many families that have been devastated, many of whom are our members. We currently help more than 7,000 poor but entrepreneurial families across Fiji by providing them with small business training, unsecured credit, savings, and ongoing guidance and motivation to help them start and grow small, income-generating businesses.

Since the storm, we have reached 3,600 of our members, and our preliminary damage assessment shows 62% have been significantly affected. We know more than 1,000 members have lost their livelihoods, more than 400 have lost their homes and more than 750 have lost both their homes and livelihoods. These numbers will worsen as we reach more remote locations.

Since 2010, we have helped our members grow businesses, improve homes, ensure their children receive a proper education, and save for the proverbial rainy day–whose time has, unfortunately, come. Given the extent of the devastation we must do much, much more to help rebuild lives.

Operation Restore Hope needs you! MicroDreams will help fund SPBD Fiji’s relief kits and emergency home and business reconstruction efforts for families in devastated villages. Please support our efforts at this time of enormous need.

Donations may be made to The MicroDreams Foundation:
Please mail checks to:
60 Park Place, Suite 520, Newark, NJ, USA, 07102 (U.S. and international donors)
P.O. Box 33541, Takapuna, Auckland 0740 (New Zealand, Australia, South Pacific donors)
Donate online
MicroDreams will channel 100% of donations received to SPBD in Fiji to help with the recovery and reconstruction effort. Any amount is helpful and much appreciated. Please forward this to friends who may also be interested in helping.

All the very best,
Vinaka vakalevu,

Greg, Polly and The MicroDreams Team

Ciclone Winston: Dona a MicroDreams

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